Storia della Georgia, negli U.S.A.
Il primo Europeo a penetrare nel territorio fu nel 1540 Hernando de Soto, esploratore e conquistatore; prima di allora la regione era abitata dagli indiani Cherokee (un popolo nativo americano del Nord America) e Creek (nativi americani originari del Sud-Est degli Stati Uniti).
L'esploratore de Soto, noto tra l'altro per i suoi viaggi di esplorazione e scoperta anche in America Centrale e Perù, risalì il Mississippi fino alla sua confluenza con l'Ohio e a lui va il merito di aver scoperto buona parte degli attuali U.S.A. Meridionali.
Da quegli anni seguirono esploratori spagnoli, francesi, missionari e inglesi che nel 1773 impiantarono le primissime fattorie a Savannah (fu il generale inglese James Oglethorpe a colonizzare definitivamente il territorio); nel 1740 i colonizzatori furono travolti da una dura guerra contro la Spagna che terminò con la vittoria inglese di Bloody Marsh nell'Isola di Saint Simons. Nel 1749 venne introdotta la schiavitù e la colonia ebbe un governo autonomo fino alla metà del Settecento, anno in cui passò sotto il diretto controllo della Corona inglese; nel 1788 iniziò la guerra rivoluzionaria e la Georgia fu uno dei primi Stati a ratificare la costituzione federale, entrando a far parte dell'Unione, ma pochi anni più tardi, nel corso della Guerra di secessione, schierandosi contro la abolizione della schiavitù, venne invaso dalle forze dell'Unione.
Vi rientrò a far parte nel 1870 e nel 1943 adottò una nuova costituzione; ad oggi la Georgia si regge invece sulla costituzione adottata nel 1982 che prevede il potere legislativo esercitato da un Parlamento bicamerale con una Camera dei Rappresentanti e un Senato eletti per suffragio universale, mentre quello esecutivo nelle mani del governatore, anch'egli eletto per suffragio per un massimo di due legislature consecutive.

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